Era difficile aspettarsi che il PD si rinnovasse. Ebbene tolto di mezzo l’uomo del compromesso (degno successore di Veltroni), che ha portato avanti la teoria del “l’astensione è il mezzo per vincere le cause perché votare contro è da comunisti”, oltre al “la nullafacenza ci aiuterà”, ecco arrivare un nuovo uomo politico: Bersani.
Nuovo uomo politico poi tanto a me non sembra… Già basta leggere su Wikipedia la prima riga della sua voce per capirlo: Pier Luigi Bersani (Bettola, 29 settembre 1951) è un politico italiano, attuale segretario del Partito Democratico e già Ministro nei governi di Romano Prodi, Massimo D’Alema e Giuliano Amato.
Chi avrei votato se fossi stato del PD (perché mi pare poco sensato votare alle primarie di un partito che non è il proprio)? Avrei votato Marino. Non perché speravo vincesse (si sapeva fin da subito che non avrebbe vinto), ma perchéera l’unico che avrebbe rischiato di dare un senso alla lettera P del nome PD. Perché per ora il PD sarà anche democratico (quanto meno hanno fatto le primarie e in un partito con circa 800′000 iscritti, ref. Wikipedia, 3′000′000 votanti circa, ref. Corriere, non è male) ma non è certo partito… è un insieme di forse politiche contrastanti che non concordano su nulla se non sull’antiberlusconismo (o forse neanche su quello).
Marino aveva fatto una sola cosa giusta: aveva detto questo e aveva portato proposte concrete (il documento di Marino per il congresso finiva con la proposta di motori di ricerca per la pubblica amminsitrazione, non con uno sproloquio politico da comizio elettorale come gli altri) e allo stesso tempo dando una linea politica al partito ben precisa, su temi come la laicità dello stato, l’ambiente ecc.
Però il PD resterà (e probabilmente alla fine lo sarebbe rimasto anche con Marino) una forza nulla, “neutra”… che di certo non fa opposizione!








