Il modello di riferimento per i bambini tra i 7 e gli 11 anni? Valentino Rossi (per il 16%, e per il 28,8 fra i maschi) e Belen Rodriguez (8,2%), ma non solo: anche Michelle Hunzicker e Mike Bongiorno (i preferiti dal 31%) e addirittura Fabrizio Corona per quanto da una percentuale minima, l’1,2%. A dirlo è il decimo Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza presentato da Eurispes e Telefono Azzurro.
Alla domanda “chi sarò da grande?”, i bambini di oggi pensano soprattutto ai personaggi televisivi, poco o niente alle persone socialmente impegnate, vedi Roberto Saviano (lo indica solo lo 0,4%) o a esponenti illustri nel mondo della ricerca come il premio Nobel, Rita Levi Montalcini (scelta solo dall’1,1%). Per fortuna, c’è anche chi non vuole assomigliare a nessuno: le femmine in misura maggiore (il 32,3%) rispetto ai maschi (21,7%). Questo dovrebbe far riflettere: certo che è bene essere indipendente, ma non sarà che dei veri modelli non ce ne sono?
Il rapporto spiega anche che i bambini di questa fascia d’età sono praticamente «schiavi» della tv: la vedono praticamente tutti, solo il 4% non ne fruisce mai. L‘8,1% guarda la tv per più di 4 ore al giorno; complessivamente il 44,7% la guarda da 1 a 2 ore (31,2%) e da 2 a 4 ore (13,5%); ne fruisce solo per un’ora il 37,4% dei piccoli. Tra i programmi preferiti, in testa la fiction «I Cesaroni» con il 17,7%; a seguire i cartoon dissacranti dei «Simpson» (15,3%); e poi «Paperissima» (9,6%); Amici (9,3) e «Dragonball» (8,3). Ma i più piccoli scelgono anche trasmissioni indirizzate ad un pubblico più adulto: nel 3,3% dei casi guardano «Zelig»; a seguire il «Grande Fratello» (2,9%); «Quark» (2,8%); «X-Factor» (2,7%), «Striscia la notizia» (2,1%), «C’è posta per te» (1,5) e «Affari tuoi» (1,4). La TV è l’unico mezzo informativo accettato dai più piccoli, e non solo, e questo li porta a recepire davvero il peggio dei messaggi possibili. Servirebbe riabilitare i mezzi tradizionali come la lettura, l’arte, il diverimento sociale, e rendere la TV un po’ più educativa, secondo me.
Spostando l’obiettivo sulla fascia dell’adolescenza, emerge invece, tra le altre cose, che il 20,8% degli adolescenti italiani ammette di aver fumato cannabis o marijuana, contro un’ampia fascia di ragazzi che non ha mai avuto esperienze di questo tipo (79,2%). La maggior parte (46,2%) di coloro che hanno ammesso di fumare canne potrebbe essere definito un fumatore occasionale, dal momento che dichiara di consumare marijuana circa una o due volte l’anno. A tale percentuale si affianca quella di coloro che lo fanno una volta al mese (21,7%). Più assiduo nel consumo di cannabis è il 12,2% dei ragazzi che afferma di fumarne una a settimana. Gli abituè del consumo di cannabis sono il 10,8% e ne fanno uso più volte al giorno. Scende, invece, la percentuale di coloro che fumano canne una volta al giorno (4,2%). L’abitudine all’uso di sostanze stupefacenti appare maggiormente evidente nei ragazzi che hanno un’età compresa tra i 12 e i 15 anni. Nel complesso (42,8% dei casi), infatti, essi dichiarano di fumare canne con una frequenza che varia da una volta a settimana (14,3%) a una (6,1%) o più volte al giorno (22,4%).
![bambini_integrazione130_img[1]_1 bambini_integrazione130_img[1]_1](http://www.colleweb.net/wp-content/uploads/2009/11/bambini_integrazione130_img1_1-150x150.jpg)

